Il catalogo
Breve glossario ceramico
Apre la mostra: Napoli Napoli di lava, porcellana e musica.
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Non è possibile considerare un grande Regno senza pensareNon è possibile considerare un grande Regno senza pensareall’importanza che hanno avuto in tutta Europa le manifatturedi porcellana, impegnate nella scoperta del tanto ricercato segreto cinesedella composizione del prezioso ‘oro bianco’.

Il segreto dell’impasto venne sciolto nel 1710 dall’arcanista JohannFriedrich Böttger. Sfuggito al re di Prussia al quale aveva promessodi rivelare il procedimento della trasmutazione dell’oro, Böttger si rifugiòpresso Augusto II detto il Forte, principe elettore di Sassoniae re di Polonia, dove lavorando incessantemente riuscì a trovarela ricetta della porcellana bianca e a consentire così l’apertura dellaprima manifattura di porcellana di pasta dura in Europa, legandoalla città di Meissen la scoperta dell’“oro bianco di Sassonia”.

L’interesse di Carlo di Borbone per la porcellana è documentatoL’interesse di Carlo di Borbone per la porcellana è documentatofin dal 1740, quando acquistò a Vienna alcune porcellane giapponesie promosse ricerche in tutti i territori del Regno di Napoli per individuarecampioni di terre utilizzabili per realizzare la porcellana. Certamentegiocò un ruolo fondamentale nell’apprezzamento per questastraordinaria materia il suo matrimonio nel 1738 con Maria Amaliadi Sassonia, nipote di Augusto II detto il Forte, fondatore della primafabbrica europea di porcellana. La regina portò in dote numeroseporcellane eseguite nella fabbrica sassone che dovettero impressionareil giovane sposo, che decise di fondare a Napoli nel 1743 la RealFabbrica di Porcellana di Capodimonte (marca: il giglio). All’interno delReal Bosco di Capodimonte venne individuato un edificio dove arcanisti,modellatori, intagliatori, tornitori, pittori, addetti alle fornaci, lavoravanocon una precisa suddivisione dei compiti.Quando nel 1759 partì per succedere al trono di Spagna, Carlo lasciòal giovane figlio Ferdinando il Regno e tutte le manifatture da lui volute,eccetto che quella di porcellana. La sua passione per la porcellanalo spinse a fondare una nuova manifattura in Spagna ad Aranjuez,portando con sé da Napoli le maestranze e gli attrezzi della fabbricaordinando che gli stampi di Napoli venissero distrutti (circostanza che nonsi verificò completamente). Il sogno della porcellana fu perseguito ancheda Ferdinando IV che, contro la volontà del padre, aprì nel 1771una nuova manifattura, la Real Fabbrica di Porcellana di Napoli(marca: la lettera N o N coronata), con sede prima a Porticie successivamente nei locali del Palazzo Reale di Napoli.

Tradizione e innovazione cucite insieme nella lunga storia del San Carlo,Tradizione e innovazione cucite insieme nella lunga storia del San Carlo,in un artigianato artistico che fa della Sartoria del Lirico napoletanoun’eccellenza internazionale per la realizzazione dei costumi teatrali.
La sapienza e la preminenza della sartoria napoletana è nota in tuttoil mondo ed è proprio questa che fa dei sarti che vi lavoranodei maestri veri e propri del costume. Una conoscenza del “mestiere”che trova nella manualità un punto di forza straordinario, che nel temposi è consolidato con la conoscenza e si è tramandato di generazionein generazione con l’abilità e l’esperienza, sia nel cucito chenell’elaborazione, che consiste nel dipingere i costumi e nel trasformaretessuti e accessori.

Diretta da Giusi Giustino dal 1990, la sartoria ha una dotazionericchissima di costumi, nell’ordine delle migliaia: già nel 2012 laSoprintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania ne avevacensiti circa 6.000, conservati nei depositi del complesso di Viglienal’ex fabbrica della Cirio sede ora dei Laboratori di Scenografia eFalegnameria del San Carlo - alcuni dei quali firmati da grandi figurinisticome Emanuele Luzzati e Odette Nicoletti, tra i protagonisti di questamostra. I costumi più antichi risalgono agli anni Sessanta del Novecentoe sono stati annoverati tra i beni culturali dell’Archivio Storicodel San Carlo, riconosciuto di “interesse culturale particolarmenteimportante”, e alcuni sono stati esposti nella mostra Napoli Napoli.Di lava, porcellana e musica.

Nella sartoria del Teatro è inoltre conservato l’Archivio di Bozzettidi Scena e Figurini di Costumi che conserva circa 6.000 pezzi, graziealle azioni di recupero, conservazione e valorizzazione della memoriastorica, attraverso la digitalizzazione di questo prezioso fondoiconografico, avviate da quando l’Archivio è stato costituito.

Selezione musicale a cura di Elsa Evangelista con un commento critico-musicale di Alessandro De Simone

Elsa Evangelista è stata Direttore del Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli dal 2011 al 2017 e Professore di Prima Fascia titolare della Cattedra di Esercitazioni...
Artista e studioso napoletano, si diploma in pianoforte e composizione con il massimo dei voti presso il Conservatorio S. Pietro a Majella...

Selezione costumi a cura di Giusi Giustino

in mostra costumi di: Giusi Giustino, Odette Nicoletti, Emanuel Ungaro, Emanuele Luzzati, Luca Crippa

Costumista
Costumista e Direttore della Sartoria del Teatro di San Carlo dal 1990, Giusi Giustino, nata a Napoli, rappresenta il più alto esempio di creatività, unito a rigore stilistico e a un meticoloso...
Costumista
Riconosciuta come una delle massime maestre italiane della creazione del costume teatrale, Odette Nicoletti, napoletana, si caratterizza soprattutto...

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